Com’è nato Mondi

13 Lug , 2018 Album Mondi,News,Storie

Com’è nato Mondi

“Mondi” è il quinto brano composto dal DUO Amos e Miriam per l’album da cui ha preso il nome ed è l’unica traccia esclusivamente strumentale presente nell’album.

«Mondi è il brano che ha il nome dell’album, è il quinto composto (quindi è perfettamente a metà di tutte le tracce) ed è l’unico brano concepito ad essere esclusivamente strumentale.

La storia di com’è nato Mondi è particolare, un po’ come tutti gli altri a cui abbiamo dato vita… quindi ora vi racconto meglio…

Tutto è nato una sera mentre stavamo riascoltando “Il mio tempo con te”, sul finire della canzone Amos vide che ci stavano delle note di pianoforte, ma a me piacquero così tanto che decisi di inserirle in un brano a parte, quindi da quelle note io ne aggiunsi altre e, quasi senza accorgercene, inserimmo delle note che richiamavano l’eco di un’altra nostra canzone “Ti odierei ma non posso”, così da canzoni totalmente differenti, abbiamo aggiunto altri passaggi, generando un brano che in poche parole racchiudeva il senso dell’intero album, ma con delle sonorità più classiche che Pop/Rock, infatti qui non c’è spazio per chitarre e percussioni, ma a fare da padroni sono gli archi e il pianoforte.

Eravamo ben coscienti che come genere si discostava dal resto dell’album, ma era così carino che non abbiamo potuto che fare a meno di inserirlo, anche perché, come ho scritto già sopra, è come se fosse la sintesi delle altre canzoni.

Infine c’è da aggiungere che ci siamo divertiti ad inserire degli effetti sonori provenienti dalla natura, come la pioggia, il vento e i tuoni, dando vita ad un’atmosfera davvero suggestiva… ma ciò di cui andiamo fieri di questo brano è che chiunque lo ascolti, gli evoca delle sensazioni tutte diverse ed accomunate da forti emozioni, a tratti struggenti e a tratti malinconiche, ma comunque sempre di un grande impatto emotivo.

Dunque per l’ascolto di questo brano consigliamo il massimo silenzio e di gustarlo ad occhi chiusi, così da viaggiare con l’immaginazione all’interno della propria introspezione interiore».

Miriam Scalici e Amos Titone

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